Nicola Marenzi - Metamorfosi di un artista

30.03.2007 - 19.04.2007


inaugurazione: venerdì 30 marzo dalle 18 alle 22, in collaborazione con UD fashion bar


Non ho mai capito, e forse non capirò mai, i canoni secondo cui la gente giudica l’arte: certo è che non mi interessa, o meglio, ho capito che non è giusto nè onesto verso se stessi dipingere con tale preoccupazione o timore reverenziale.
Molto spesso i lavori migliori sono quelli totalmente spontanei, creati quando si è completamente immersi nelle proprie fantasie, nei propri desideri , nelle proprie gioie cromatiche; il semplice stendere un colore sulla tela o solcarla con un segno mi hanno sempre dato una soddisfazione fisica indescrivibile, quella gioia tanto semplice quanto profonda, quella gioia che solo una sigaretta desiderata, una birra fresca, un rapporto sessuale o lo scherzare con un amico ti possono dare.
Il colore ed il segno diventano esigenza fisica indispensabile, diventano introspezione ed esternazione,non importa cosa si stia dipingendo:può essere un corpo di donna, un paesaggio, un’idea o peggio: un asino….
Nei lavori che seguono l’asino è una tematica molto presente; l’asino, l’animale che Collodi scelse come eterno castigo(o premio)per il suo Lucignolo; l’asino è l’equide per eccellenza, è l’animale con il quale siamo stati ossessionati ed intimoriti da piccoli sentendoci dire che lo eravamo !!! Nel suo racconto Collodi ha saputo riassumere quella semplice quanto complicata metafora della vita, la cosa brutta è che questa favola forse ci viene propinata in una troppo giovane età in cui non siamo in grado di capire,ma,soprattutto, non abbiamo (giustamente) voglia di capire.
La tematica che in questi lavori ho ritenuto interessante è il momento della metamorfosi, il momento cruciale nel quale ha inizio l’inesorabile ed irreversibile trasformazione di Lucignolo.
Le zampe diventano gambe, le braccia compiono strani movimenti, tanto innaturali quanto intriganti, i gesti diventano convulsi trascinando tutto in un intreccio vorticoso al quale ci si deve abbandonare…rassegnare; la materia viene disegnata e suggerita dai vuoti che lei stessa crea,questo per il discorso secondo il quale, a volte, il buco è più interessante della ciambella…
Ma l’asino diventa anche “logo”, diventa simbolo, simbolo di tutti i tabù, i vizi e le debolezze che noi nutriamo; rappresenta una soglia, una linea immaginaria tra ciò che riteniamo giusto o sbagliato e che, in ogni caso, tutti noi abbiamo attraversato almeno una volta.
Nicola Marenzi


hanno partecipato:

| NICOLA MARENZI |

Rassegna stampa

Dipingere da favola...

Recensione della personale di Nicola Marenzi su Bg24cento di aprile 2007. A cura di Elena Bigoni.


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